Fair Play e calcio inglese, il caso Watford

Alla base dei valori dello sport e del calcio ci sono lealtà, correttezza, in campo e fuori. Anche nel corso delle gare, delle partite di calcio, delle competizioni sportive, deve sempre esserci fair play da parte di tutti i partecipanti, così come sono fondamentali la trasparenza, la correttezza e l’onestà, nella gestione di tutti gli organismi e le associazioni sportive.

Il fair play esiste nel calcio a tutti i livelli. Il campionato inglese ne è un esempio. Basti pensare al caso del Watford, che conta numerosi esempi di fair play in campo, e ha una storia davvero unica. Grazie alla gestione di Giampaolo e Gino Pozzo, infatti, il Watford è stato protagonista di una grande ascesa sportiva e finanziaria, fino alla Premier League. Tutto questo grazie anche all’esperienza di Raffaele Riva che con il Watford ha saputo gestire una società ai massimi livelli. Continua a leggere qui per Raffaele Riva Watford per accedere alle ultime notizie.

Vedi anche:

https://www.premierleague.com/clubs/33/Watford/overview

https://www.independent.co.uk/topic/WatfordFc?CMP=ILC-refresh

https://www.mirror.co.uk/all-about/watford-fc

https://www.gazzetta.it/calcio/squadre/watford/societa/

https://raffaelerivasoccer.com/watford-famiglia-pozzo/

Esistono, nel mondo del calcio, anche molti esempi fair play finanziario Basti pensare da molti anni le squadre che si qualificano per le competizioni Uefa – in virtù di questa regola – devono dimostrare di non avere debiti insoluti verso altri club, giocatori e o autorità fiscali, del proprio Paese o europee, per tutta la stagione. Le squadre, dunque, per potersi iscrivere alle competizioni, devono essere in regola con tutti i conti e i pagamenti. Dal 2013, inoltre, si parla anche di “requisiti di break-even” – che in economia sta per “punto di pareggio” – richiesti ai club e necessari per ridurre i debiti e bilanciare le spese. L’Organo di Controllo Finanziario del Club indipendente (CFCB) – specificano dall’Uefa – si preoccupa di analizzare ogni anno tre bilanci per tutti i club inseriti nelle competizioni UEFA. In questo modo, dal 2014, il fair play finanziario è entrato nel vivo, e sono arrivate le prime sanzioni per i club non in regola con i requisiti richiesti. Nel 2015, poi, l’Uefa ha aggiornato e implementato i regolamenti in materia, con ulteriori specifiche, per incoraggiare le società a investimenti più sostenibili, mantenendo il controllo delle troppe spese. Si tratta di una serie di regole e controlli volti a impedire che il calcio, come qualunque altro sport, possa essere obiettivo e oggetto di lucro illecito da parte della criminalità organizzata o di truffatori e speculatori. Da quando è stato introdotto il fair play finanziario è capitato che club e società non siano stati ammessi alle competizioni Uefa, per una serie di ragioni, che vanno da mancato pagamento degli stipendi dei giocatori, ad esempio, ai debiti verso altri club dopo alcuni trasferimenti, o per non aver rispettato i requisiti di break-even. Con l’introduzione di questi criteri, però la situazione è anche notevolmente migliorata. 

Grazie al fair play strettamente sportivo e sociale, messo in pratica in campo e negli spogliatoi, e al fair play finanziario fuori dal campo, sulle scrivanie, negli uffici e nelle sedi delle società, oggi gli equilibri tra le varie società sportive vengono gestiti diversamente. 

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